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27 Gennaio 2009
GIORNATA DELLA MEMORIA TEATRO/MUSICA Enrico Vagnini (Attore), Elsa Martignoni (Violino), Michele Sanguedolce (Tromba), Roberto Ricciardelli (Clarinetto) Antonio Giorgi (Basso Tuba) Stefano Franceschelli (Percussioni e Fisarmonica)
PRESENTAZIONE Le musiche che accompagneranno le letture sono Klezmer. Il klezmer si genera all’interno delle comunità ebraiche dell’Europa orientale, in particolare delle comunità khassidiche, ed è patrimonio e prerogativa di musicisti che per scelta o costrizione sono in continuo movimento. Le forme musicali presenti nel klezmer provengono da un’area territoriale molto vasta che comprendeva: l’Impero Austro-Ungarico, tutto l’Impero zarista fino a lambire consistentemente l’Impero Ottomano, ragione per la quale si avvertono influenze della musica greca e di quella turca. Lo strumento emblematico del mondo ebraico e dei ghetti è sicuramente il violino, ma nel klezmer acquisterà crescente rilievo il clarinetto apportando un contributo centrale che marcherà il carattere delle sonorità più tipiche. Ma svolgeranno un ruolo importante anche gli ottoni, in particolare la tromba, gli strumenti percussivi. Il klezmer, in quanto musica tradizionale, non nasce per ragioni meramente estetiche, ma con la funzione di accompagnare eventi della vita delle comunità da cui proviene. Quindi questa musica era intimamente legata alla vita ebraica e al popolo dell’ebraismo est-europeo e veniva eseguita in occasione di matrimoni, nascite e circoncisioni, maggiorità religiose, feste e riti, segnava in generale il ritmo dell’esistenza degli ebrei. Legato al destino della sua gente, il klezmer ha subito ogni sorta di vessazione. Ha subito proibizioni, revoche delle proibizioni, revoche delle revoche. È stato in balia del ridicolo furore di poteri locali laici e religiosi che ne chiedevano il contingentamento, così che era lecito esibirsi in un trio ma non in un quartetto e altre bizzarrie del genere. Quello che vuole proporre la KLEZ GANG questa sera è un miscuglio di gioia e dolore, come la vita stessa ci propone ogni giorno. Attraverso racconti, testimonianze, musiche drammatiche, musiche per la festa o le danze. Proposte in maniera schietta e popolare. Riportandoci indietro nel tempo e mantenendo viva la memoria di un popolo e la sua storia.
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