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Autore
Collettivo Teatro Folk
Titolo LABORATORIO MUSICA Mensile di musica e didattica musicale Anno III-Numero 20-21
Data
26/01/2009
La storica intervista a PEPPE BASILE Collettivo Teatro Folk su LABORATORIO MUSICA, la prestigiosa rivista diretta da LUIGI NONO. [Mensile di musica e didattica musicale Anno III-Numero 20-21] In Campania, nel Salernitano, una delle realtà più positive nell’ ambito dell’espressività musicale teatrale è il Collettivo Teatro Folk. Questo gruppo si esprime con azioni sceniche ma soprattutto musicali; la forma musicale a cui esso si riferisce è la musica tradizionale popolare che viene ripresa non tout court ma in funzione mediativa. Il tema di fondo del discorso musicale è, quindi, una musica di matrice essenzialmente rurale suonata centinaia di anni fa. Peppe Basile, il compositore e l’ arrangiatore dei brani eseguiti dal Collettivo ci dice in proposito: "Il Collettivo Teatro Folk nasce da certe esigenze, pressanti, di determinare un contraltare alla cultura egemone; il nostro riferimento più prossimo sono le esperienze perseguite durante la repubblica di Weimar da Bertolt Brecht e da Hanns Eisler, che diffusero attraverso la sperimentazione musicale e gli stilemi culturali delle masse subalterne un’ ideologia di dissenso al potere mediante momenti di espressione artistica. Una volta poste certe premesse ideologiche, è naturale che la forma di espressione da usare è quella delle classi subordinate, è la c.d. cultura dei poveri e cioè la musica tradizionale popolare. Preciso però subito che noi non condividiamo l’ uso che viene fatto di questa musica, da Eugenio Bennato e dalla folta schiera di intellettuali,giannizzeri e nani della cultura che pullulano nei salotti e nelle librerie della Napoli-bene, i quali si sono appropriati del linguaggio musicale del popolo, di una cultura, per farla divenire un prodotto industriale per il gusto borghese, un salottiero oggetto di consumo. La nostra attività è impostata in modo da rifuggire ogni atteggiamento populistico e divistico, quindi non condividiamo nemmeno il marcato populismo che inficia l’opera dei gruppo c.d.operai; riteniamo, infatti, che la loro sia una musica sloganistica fatta per infiammare subito, ma destinata a spegnersi presto, anche perché non è sostenuta da argomentazioni tecniche sufficienti. La nostra, in realtà, più che una musica popolare è una musica popolareggiante, perché prende spunto dalla musica popolare di cui gli schemi che abbiamo maggiormente presenti sono "la ballata", "'a canzone e copp' 'a tammorra", "la fronna",brani strumentali squisitamente a ballo e in primis il linguaggio del popolo per denunciare angherie e soprusi di una società capitalistica sempre più globalizzata. I nostri spettacoli hanno la forma del recital, con momenti musicali, altri recitati, altri lasciati all’ intervento-coinvolgimento del pubblico; finora ne abbiamo realizzati quattro ( uno dei quali, "Lotte bracciantili e condizione contadina nel Sud", registrato su L.P.: Io pezzente contadino ). Inoltre abbiamo registrato per Rai Uno la colonna sonora de' "I discorsi e la Farina". Comunque, i teatri dei nostri spettacoli sono le manifestazioni alternative, i luoghi di lotta: le fabbriche, le miniere, le università, Il movimento studentesco, il mondo contadino e operaio ( nel '81 abbiamo tenuto un live concert per i minatori di Luvhiere in Belgio ). Il Collettivo è comunque formato da elementi intercambiabili in quanto è un movimento in continua evoluzione. Intervista di PINO LODATO By Willy Robertson: Centro Studi Collettivo Teatro Folk - Zed

 

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a cura di Associazioni Culturali Radicanto e Manigold
registrazione Tribunale di Bari prot. n. 1514 del 12/04/2001 - Direttore responsabile Giuseppe Luca Basso