TEATRO ABELIANO
BARI
VIA DELLA COSTITUENTE 84/A
La rassegna nasce dalla voglia di esplorare la fitta rete di suoni e culture della musica d’autore, con l’intento di rinsaldare la convinzione che la storia non cesserà mai di insegnarci il futuro, e che la musica d’autore contemporanea italiana abbia contribuito alla evoluzione dei processi sociali e culturali, condizionandone il divenire.
Fuoco della prima edizione è l’arte delle musiche comunicanti principiando da una chiaroveggenza di fondo: l’ascolto e la condivisione delle voci e dei sentimenti ad esse riconducibili, con la convinzione che ciò costituisca il mezzo migliore per abitare i luoghi dell’anima e della memoria di una terra fatta di viaggi e meditazioni, partenze e ritorni. Pertanto è obiettivo dei curatori compiere un itinerario di politica culturale che sappia raggiungere ed aggregare luoghi della memoria e del sociale.
Un viaggio per mare viatico e frontiera tra le culture che lo circondano fatto di racconti e confessioni come quelle della Puglia, terra del fuoco e del sale, regione a sud, terra di sbarchi ed approdi, arsura e memoria.
inizio concerti ore 21,00
Giuseppe De Trizio
TABULE’ 8 NOVEMBRE
Tabulè è l'incontro tra suoni immagini e sapori:
traversate di corpo ed anima, una proposta poetica ed acustica che si muove nel tempo e nello spazio visitando brani d’autore e di tradizioni comunicanti, in cui la forma canzone è il viatico necessario per racconti possibili.
Il mare memoria salina, labile come spuma o ruga, l’acqua dritta sulle mani, le nocche sporgenti, la misura del tempo pulsa sotto le vene.
La nostra musica, come l’insalata di cous cous da cui prende nome, è una mistura di colori e spezie che evocano il sapore di una tradizione fatta di frugalità e ingegno.
Il tutto si fonda sulle diatoniche armonizzazioni dell’organetto di Claudio Prima (organetto solista della Notte della Taranta Melpignano Le) ideale approdo per le evoluzioni melodiche della voce di Fabrizio Piepoli, del mandolino e delle chitarre di Giuseppe De Trizio (leader dei Radicanto e, musicista e compositore di Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti e Raiz-ex Alma Megretta).
MICHELE CONTEGNO 27 DICEMBRE
AL SUD DEL SUD DEI SANTI
Su una zattera arenata (amorrata, nel dialetto genovese utilizzato dal poeta Dino Campana) negato è sia l’abisso, sia la possibilità di un porto, di un approdo…
Di questa insolubile aporia si nutrono tutte le canzoni di Michele Contegno; canzoni, si potrebbe dire con Carmelo Bene, della nostalgia delle cose che non ebbero mai cominciamento.
Una poetica dell’estromesso che, uomo in mare, clandestino di stive definitive, errante per deserti, ombra ebbra e barcollante, dà voce alle storie… ai canti.
La poetica dei testi, d’ispirazione filosofica e letteraria, si fonde inscindibilmente con un’attenzione al “colore” musicale, ma anch’esso letterario, delle melodie e degli arrangiamenti. L’ispirazione musicale è estremamente varia; in un ideale viaggio tra ritmi e melodie spazia dalla canzone d’autore più classica, alla musica etnica e popolare, al blues, alla milonga, alla musica cubana, fino a derive rumoristiche Waitsiane.
Discorso a parte merita il gruppo La Grande Bevuta. Il suo nome trae origine da un’opera di René Daumal, la grande beuverie.
I suoi componenti, pur provenendo da formazioni musicali differenti, riescono a trasmettere, nel suonare insieme, una notevole aderenza, anche teatrale, al progetto-zattera.
La chitarra classica ed il bouzuki di Luigi Nardiello spazza e spiazza le canzoni, conferendo loro lo spirito di volta in volta più appropriato; le fisarmoniche ed il laboratorio dei rumori di Giordana Curati e Viviana Reda creano un tappeto sonoro e ritmico caldo e coinvolgente; I tamburelli e gli altri ammennicoli percussivi di Giampiero Di Lello fanno viaggiare i pezzi per lidi e ritmi disparati; il nuovo preziosissimo contributo del violista-violinista Gianfranco Conzo fa vibrare e librare i componimenti;la voce-caverna di Michele Contegno evoca, nel cantare e nel recitare, gli universi e i personaggi di un mondo scomparso e, forse, mai esistito.
STORIA MIA NON E’ PIU’ 10 GENNAIO
Maria Giaquinto: voce
Giuseppe De Trizio: chitarra classica
Il nostro concerto propone una retrospettiva che nasce dalla volontà di visitare gli anfratti musicali del meridione d’italia e dei paesi che si affacciano al mare di lato, uniti, nella forma canzone, dall’urgenza di narrare le migrazioni dell’animo umano.
L’esplorazione si muove seguendo le tracce di certa musica d’autore passando attraverso brani di poesia musicale capaci di mettere a nudo il nostro tempo interrogandolo con gli occhi della storia non ufficiale, attraverso una rete di contatti e sentimenti che non smetteranno mai di insegnarci il futuro.
Il suono di ‘Storia mia non è più’ si sviluppa intorno alla voce di Maria Giaquinto, venata di intensa emozione, cui fanno eco i legni e le corde di Giuseppe De Trizio.
La mistura musicale del progetto assume la forma tipica della narrazione e come racconto si snoda nella ricerca di timbri e modalità sonore capaci di rendere uniformi le diverse radici esplorate, alternando le fascinose ballate pugliesi, alle intense liriche partenopee, dalle nenie balcaniche ai ritmi nordafricani. Costumi di regioni abitate da anime cangianti capaci di scandire l’incedere del tempo, passando attraverso i cicli della vita e della natura cantati dalle gole dei propri testimoni.
L’arte è la vita dell’incontro: questo è, in principio, il messaggio di “Storia mia non è più”, la musica come specchio della memoria, misura che unisce e raccoglie le distanze, ponte tra le culture e le genti.
DANIELE DI MAGLIE 27 FEBBRAIO
GLI ANGOLI
Dall’esistenzialismo urbano al nichilismo delle periferie: l’amore, la rabbia, il disagio, il quotidiano intrappolato dove il personale è sempre (comunque) politico.
La canzone come strumento di libertà e autodeterminazione.
La canzone come fatto totale.
Universo magico e nel contempo realistico, fattuale. Vivo. Un modo di stare al mondo.
Cantautore da tempo attivo sulla scena nazionale, esordisce in campo discografico con un album che è una sintesi della sua ormai decennale produzione artistica.
Nel disco si possono ascoltare infatti, 14 storie che tracciano una sorta di itinerario poetico e musicale nel suo mondo fatto di canzoni talora deliranti, talora struggenti e rabbiose, ma sempre autentiche, ispirate e al tempo stesso magicamente realistiche.
FABULARASA 27 MARZO
Componenti del gruppo:
Leopoldo Sebastiani
Luca Basso
Vito Ottolino
Giuseppe Barlen
Il jazz, la curiosità per le musiche del mondo, gli studi in conservatorio e la passione per la canzone d’autore sono le tessere che compongono il mosaico di questo gruppo. Quattro musicisti (Luca Basso, Giuseppe Berlen, Vito Ottolino, Leopoldo Sebastiani) ognuno con un percorso musicale ed un gusto propri, per la prima volta insieme intorno all’oggetto canzone, raccogliendo però le esperienze delle formazioni storiche nel panorama musicale pugliese (Tavernanova, Trio Affinity, X-Dar, Funamboli Vargas), da cui provengono.
ANGELO RUGGIERO E DANIELE DI MAGLIE 03 APRILE
LA GENTE PENSA CHE I CLOWN
Una litania di parlati e cantati sul fantasmagorico mondo dei clown.
"il cielo è pieno di clown",sbandati,cialtroni,diseredati e borderline.
Operetta in versi e musica su questa ciurma di dannati, consegnati a morte
certa e ingloriosa,sulla stultifera navis del mondo.
Storie picaresche e macabre,tronfie trionfanti e vergognose:
la ggiente pensa che i clown fanno gli scherzi
per nascondere al mondo
gli sforzi
che fanno
per vivere meglio
una vita allo sbando
la ggiente pensa che i clown
vogliano cambiare
il mondo
e per questo si vestono
come nella pubblicità
la gente pensa che i clown
odiano stare
in città
e preferiscono la campagna
(perchè nessuno
li disturba)
la gggiente pensa che un clown
non si masturba
e vive sereno
aspettando il mattino
Angelo Ruggiero, Daniele Di Maglie,,Cristò e Giovanni Chiapperini,Gay Portoghese.
10 aprile Dante Marmone in concerto
ingresso Euro 12,00
ridotto Euro 10,00
inizio spettacoli ore 21,00