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LA CHITARRA BATTENTE



a cura di MARIO SALVI


La chitarra battente è un cordofono della famiglia dei liuti pizzicati. Differisce dalla normale chitarra per una serie di caratteri propri: forma ad 8 allungata, con spalle poco pronunciate, cassa profonda con alte fasce e fondo bombato realizzato a doghe, piano armonico piegato o "spezzato" inferiormente, foro di risonanza coperto da una rosetta, ponticello mobile molto basso, bischeri posteriori, 4-5 sottili corde metalliche di eguale calibro (0,20-0,25 mm), semplici o doppie, fissate al punto inferiore di giunzione delle fasce. La battente nasce come strumento della musica colta alla fine del XVI secolo, e resta in auge per tutto il XVII secolo, sia in Italia che nel resto d'Europa. Suo predecessore sembra sia stata la "vihuela de peola", suonata col plettro. Come quest'ultima, anche la chitarra battente non veniva pizzicata con le dita, ma percossa "a botte" con il plettro per produrre accordi di accompagnamento al canto o per eseguire repertori di danza.



LA BATTENTE NEL '600

Nel '600 e nel '700 lo strumento, chiamato anche "chitarra mandola", "guitare en bateau", "guitare capucine", "guitare toscane-chitarra toscana", "chitarra a volta-wolbgitarre", ha avuto diffusione in tutta Italia, con principali centri di costruzione a Venezia, Napoli e Bisignano (Cosenza). La chitarra battente seicentesca era uno strumento molto elaborato, costruito con materiali pregiati. Aveva 5 ordini di corde doppie o triple con la prima corda rispettivamente semplice o doppia. ll corto manico era spesso attraversato da tasti mobili di budello, mentre altri tasti erano infissi direttamente sul piano armonico. La rosetta era molto profonda, a forma di tronco di cono, a piani concentrici degradanti, di vari materiali, come pergamena, legno, ecc. Le decorazioni, sempre molto ricche ed ottenute con materiali preziosi, riflettevano il gusto barocco dell'epoca. L'accordatura era del tipo "a corde incrociate", dove la progressione di intonazione delle corde, dalla più grave alla più acuta, non procede in modo lineare: La2-Re3-Sol2-Si2-Mi3.



IL MONDO CONTADINO


Soppiantata nella musica "colta" dalla chitarra moderna, la chitarra battente è sopravvissuta e ha prosperato fino ai giorni nostri nell'ambito della cultura contadina italiana, pur modificandosi profondamente rispetto alla battente di epoca barocca. ll modello popolare monta normalmente 4 corde singole, più raramente doppie. Rispetto al modello colto, manca la terza corda (Sol) e l'accordatura, sempre di tipo "incrociato", si restringe nell'ambito di una quinta. Su alcuni strumenti può trovarsi una quinta corda in funzione di bordone, tesa da un bischero inserito nel manico al VII tasto e accordata in La4. Meno diffusi in ambito tradizionale i modelli a 5 corde, in tal caso generalmente doppie, la cui accordatura coincide con quella del modello "colto". Le chitarre battenti popolari venivano, fino a pochi anni fa, costruite da falegnami in possesso di qualche rudimento di liuteria, utilizzando materiali "poveri": legni non sempre pregiati o stagionati, colori a tempera per le decorazioni, ecc. La rosetta (non sempre applicata) era realizzata in carta e cartoncino colorati, anche di recupero. La battente calabrese, in particolare, era costruita in tre misure: "intera", con doppie fasce giuntate e fondo bombato, "mezza" e "chitarrino", con fasce singole e fondo bombato o piatto. Lo strumento era spesso venduto su vere e proprie bancarelle, in occasione di fiere e feste patronali.



LA BATTENTE NEL SUD ITALIA

L'area di diffusione della chitarra battente - in passato localizzata in tutta l'ltalia meridionale, e testimoniata anche in alcune regioni centrali come Umbria, Toscana e Abruzzo - si è progressivamente ridotta, tant'è che oggi lo strumento risulta presente soltanto in alcune aree della Calabria (nell'immediato entroterra tirrenico cosentino e jonico crotonese-catanzarese), della Puglia (Gargano) e della Campania (Cilento). In Calabria la chitarra battente gode ancora di una certa vitalità, potendo contare su un discreto numero di suonatori e sul principale centro di costruzione per il Sud, Bisignano (CS). In Campania si è ormai perduto l'uso tradizionale dello strumento, che fino a una diecina di anni fa era ancora sporadicamente presente nel Cilento, per lo più con modelli a fondo piatto, spesso ricavati da normali chitarre previa sostituzione delle corde. In Puglia, limitatamente al Gargano, la tradizione della battente è ancora viva ma in rapido declino. Tipicamente garganico è l'abbinamento con la chitarra moderna, detta "francese".


In tutto il suo areale di diffusione, lo strumento è usato in genere per l'accompagnamento al canto: serenate, canti "di sdegno" e canti di questua. Esiste anche un repertorio prettamente strumentale costituito da tarantelle, in cui alla battente spesso si aggiungono chitarra, mandolino e castagnette, ma anche violino, lira calabrese, organetto, flauto e doppio flauto. La tecnica esecutiva tradizionale della battente consiste in uno stile "strusciato", ottenuto con le dita (simile al "rasgueado" del flamenco), cui si aggiungono una serie di effetti percussivi sul piano armonico, dai quali probabilmente deriva il nome dello strumento.
 

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