Italiana
PEPPA MARRITI BAND
"Rockarberësh"
(Radio Epiro Produzioni)
Orizzonti indolenti ma anche ritmici, una vocalità
asciutta ed una lingua dura e dolce allo stesso tempo, stesa
su un tappeto di note (mai sovrabbondanti) che si dimena tra
ballate rock e il battito levare.
Una lingua, l'arberësh ovvero la voce degli insediamenti
albanesi in italia, che odora di frontiera, di meticciato
agre: "ho guardato il cielo ed ho visto come correvano
le nuvole/così va il mio amore che ha perso la ragione/ho
guardato a terra ed ho visto il mio corpo/ed ho detto…oh!
Madre io non ce la faccio più".
Convincente e accattivante il nuovo cd della Peppa Marriti
Band, come annunciano le visionarie "E para", "Nat-dir"
e "Ruajta"che aprono il fronte alle movimentate
"Ohj manu Chao!" e "Një petrit",
"Vjershët", "Shahàli" in cui
il rock si colora di venature melodiche balcaniche, accennate
con gusto, condotte dal violino verso un tendente acido movimento
balcanico.
Molto efficaci gli arrangiamenti e le linee melodiche che
sanno tenere insieme il senso del rock che picchia duro ma
anche le sue curve più acustiche. Soprattutto arriva
chiaro il messaggio di un disco costruito intorno ad una cultura
millenaria trasmessa attraverso le leggi della carne e, in
un momento storico di confusione e repulsione per l'altro
da sé, ci insegna l'amore per le tracce della propria
memoria quale simbolo di un mondo possibile al di fuori delle
logiche di guerra e di secessione.
Il cd è dedicato a Diacono Atanasio, conosciuto appunto
come "Peppa Marritit", artist druri (artista del
legno), e riflesso, crediamo, di queste canzoni cariche di
amori e delusioni come la corteccia di un albero che si espande
nel tempo e nello spazio.
Infine ci piace ricordare l'esperienza di Radio Epiro, da
cui nasce il progetto della peppa marriti, da dieci anni in
onda senza autorizzazione. Dietro l'operazione c'è
Angelo-Bobo che della Peppa è rimasto l'elemento costante
nei cambiamenti di formazione e che spiega: "Siamo molti
attaccati alle nostre tradizioni ma pensiamo che un patrimonio
culturale è destinato a scomparire se non è
investito da una spinta rinnovatrice. Per questo abbiamo deciso
di reinterpretarlo alla luce della nostra passione:la musica
rock".
Giuseppe De Trizio
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